IL LUOGO

Cascina Maggia 
Via della Maggia, 25124 Brescia BS
(La location è raggiungibile in pochi minuti dall’uscita Brescia Centro dell’autostrada A4)

 

PROGRAMMA

Brescia, sabato 8 luglio 2017

 

  • Ore 10:00 – 13:00Relazioni

·  Introduzione alla giornata   Giampietro Maccabiani (Portavoce Regionale M5S)

TRASPORTO PUBBLICO E INFRASTRUTTURE

·  Introduzione Iolanda Nanni (Portavoce Regionale M5S)

·  Il TPL tra gare , affidamenti in house e la volontà di espansione di FS: opportunità e rischi – Bruno Rota (Direttore Generale di ATAC Azienda Trasporti di Roma Capitale)

·  “La cura dell’asfalto” di Regione Lombardia Roberto Cuda (Giornalista d’inchiesta specializzato in grandi opere, Brebemi, TAV, Pedemontana)

CONSUMO DI SUOLO

· Introduzione Gianmarco Corbetta (Portavoce Regionale M5S)

· Il consumo suolo: un debito per le generazioni future Roberto Cenci (Esperto ambientale ed ex funzionario della commissione europea)

· La legge regionale sul consumo suoloEmanuele Garda (Urbanista)

· La nostra proposta per lo stop consumo suolo in Lombardia Gianmarco Corbetta (Portavoce Regionale M5S)

CORRUZIONE E ANTIMAFIA

· Introduzione Silvana Carcano (Portavoce Regionale M5S)

· Come combattere la corruzione nelle istituzioni  – Alberto Vannucci (Professore ordinario di Scienza Politica all’Università di Pisa, Direttore del Master Universitario sull’anticorruzione e l’antimafia)

·  Intervento di chiusura della mattinata e presentazione tavoli di lavoro Giampietro Maccabiani (Portavoce Regionale M5S)

 

  • Ore 13:00 – 14:30 | Pausa per il pranzo*
  • Ore 14:30 – 16:30 | Tavoli di lavoro
  • Ore 16:45 | Saluti

 

Ingresso libero e gratuito. Si invita a confermare la partecipazione tramite l’EVENTO FACEBOOK.

*E’ possibile pranzare presso il ristorante della cascina che propone un pranzo di lavoro a prezzo fisso.

 

SPUNTI DI DISCUSSIONE

PIANO REGIONALE DI MOBILITA’ E TRASPORTI

Revisione di tutte le grandi opere lombarde inserite nel PRMT quali azioni cardine, cioè prioritarie con relativo stralcio delle opere inutili. Avvio di studi aggiornati su rapporto costi/benefici di queste opere e di monitoraggi sui flussi di traffico. Introduzione dello strumento del “debat public” come processo partecipativo dal basso per le autorizzazioni sui nuovi progetti di grandi opere in Lombardia. Investimenti nel Trasporto Pubblico Locale e sul Sistema Regionale Ferroviario con particolare riguardo alla manutenzione ed acquisto di nuovo materiale rotabile, nonché potenziamento delle infrastrutture ad uso dei pendolari. Integrazione tariffaria e lotta all’evasione. Introduzione graduale di accesso gratuito al TPL da parte degli ultra-sessantacinquenni e dei disoccupati. Controllo azionario di maggioranza su TRENORD e revisione governance con taglio di tutti i privilegi con azionamento di controlli strutturati e periodici, nonchè ispezioni su treni e nelle stazioni.

SICUREZZA

Iniziative per la sicurezza sui treni e nelle stazioni strutturate e ad ampio raggio. Accordi con le Forze dell’ordine per attuare l’operazione “stazioni vive”.

LOTTA AL CONSUMO DI SUOLO E AL DISSESTO IDROGEOLOGICO

Azioni di prevenzione e contrasto al consumo di suolo e per la tutela della biodiversità. Valorizzazione dei terreni agricoli, vitivinicoli e risicoli. Stop all’edificazione selvaggia con introduzione di politiche di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio esistente. Basta sprecare risorse in decine di mega infrastrutture inutili; dirottiamole per difendere e tutelare il nostro territorio e i cittadini. Il consumo di suolo deve essere trattato diversamente lungo i corsi d’acqua, non solo infatti deve essere azzerato, ma è necessario regredire e restituire permeabilità ai terreni così da evitare . Invertire la gestione del suolo che oggi da priorità agli appalti per il movimento terra.

PARTECIPATE

Le nomine all’interno delle società partecipate da Regione Lombardia (direttamente o indirettamente) devono avvenire unicamente su base meritocratica, affinché possano essere scelti i migliori, per competenze, in quello specifico settore e non i “nominati” sul criterio dell’affiliazione politica. Intendiamo poi procedere con un’operazione di razionalizzazione delle partecipate che possa consentire significativi tagli di poltrone ed una contestuale soppressione di quelle ormai “inutili”. Al fine di una sempre più efficace individuazione dello spreco di risorse, nonché per un controllo approfondito sulla gestione degli appalti, intendiamo richiedere audit aventi ad oggetto tutto il passato delle società partecipate. E’ inoltre necessario procedere ad una migliore pianificazione dei risparmi negli approvvigionamenti delle società partecipate perché non vi siano più casi di gravi sprechi delle risorse pubbliche.

BENI CONFISCATI ALLE MAFIE

Uno dei punti cardine della lotta alle mafie è il recupero a fini sociali dei patrimoni accumulati grazie alle attività malavitose. La Lombardia una delle prime regioni numero di beni immobili e aziende confiscati alla criminalità organizzata  La politica regionale si deve dotare di strumenti di intervento che sappiano conciliare il patrimonio di beni potenzialmente disponibile per il recupero sociale con le istanze di utilizzo espresse dal territorio. Revisione di alcuni aspetti del procedimento di gestione dei beni confiscati e all’introduzione di misure per favorire la continuità e la tutela dei posti di lavoro nelle aziende sequestrate.

CULTURA ED EDUCAZIONE ANTIMAFIOSA

Investire in prevenzione e sensibilizzazione di tutti i settori dell’economia lombarda, nonché delle giovani generazioni, sui temi della lotta alle mafie rappresenta un tema fondamentale per costruire le basi di un serio Stato di diritto. In questi ultimi anni si è assistito ad un aumento notevole di progetti e percorsi di educazione alla legalità e di lotta alle mafie, ma ancorano è sufficiente. Orientare al meglio l’azione preventiva e supportare quella repressiva, rendendola maggiormente incisiva. La formazione deve, poi, coinvolgere anche tutte le figure che agiscono lungo tutta la catena amministrativa dell’appalto pubblico.

TRASPARENZA NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

La legge 190 del 2012 ha introdotto una normativa per spingere le pubbliche amministrazioni a lavorare sulla prevenzione della corruzione. Il primo provvedimento è stato la nomina di un Responsabile per la prevenzione della corruzione e di uno sulla trasparenza (le due figure possono coincidere). La realizzazione solo formale dei Piani Triennali Prevenzione Anticorruzione e Trasparenza non conduce all’ottenimento dell’obiettivo prefisso. E’ necesario che gli enti coinvolti dalla Legge 190 vengano controllati in maniera strutturata, professionale, continuativa, investendo nell’attività di controllo risorse umane ed economiche.

CONTROLLO DEGLI APPALTI PUBBLICI

L’esperienza lombarda ha evidenziato che le grandi opere, come l’Expo, e la realizzazione di infrastrutture stradali aprono le porte a numerosi casi di corruzione, non solo di infiltrazioni mafiose. E’ necessario arrivare a istituire l’interdittiva anticorruzione, con sostegno regionale all’attività parlamentare di modifica del D.Lgs 159/2011, artt. 84 e 91 in materia di informativa antimafia prodromica e di misure di prevenzione antimafia. Maggiori controlli e trasparenza sugli appalti, attuazione concreta delle legge regionale 17/2015 (ad oggi non ancora attuata, ad esempio, nel monitoraggio della Tracciabilità e Trasparenza e per la realizzazione della Banca dati).  Rinforzo dei ruoli del Comitato Appalti pubblici, sia come comitato di studio della materia, sia nel ruolo di controllore, anche a seguito della nuova disciplina degli appalti pubblici e della trasparenza. Introduzione di Protocolli specifici e di protocolli di Extraterritorialità per gli agenti della polizia locale per determinate situazioni in cui la mappatura dei rischi ha evidenziato livelli “rossi” (appalti sanitari, per realizzazione di attività che contemplato il movimento terra, in tema di rifiuti, etc), per innalzare il livello di controllo e introdurre misure specifiche antimafia.

LA ZONA GRIGIA DEL “PROJECT FINANCING”

Il rapporto tra pubblico e privato è a rischio di mafie e corruzione nel ciclo del contratto pubblico. Il Project financing si pone al crocevia tra privatizzazione e illegalità, e dunque va gestito correttamente per evitare di buttare via il bambino con l’acqua spora. La conoscenza delle modalità di penetrazione mafiosa è il primo passo per intervenire con le corrette e mirate politiche regionali. Ad esempio, la penetrazione mafiosa nel sistema frantumato di appalti, subappalti e subcontrattazione avviene nei cantieri con contratti di nolo, a freddo o a caldo, o di fornitura francocantiere o con posa in opera. L’attività di controllo strutturata, continuativa e professionale è più che mai necessaria, soprattutto in determinati settori.

TUTELA DEL WHISTLEBLOWER

La legge 190 impone una maggiore tutela del dipendente che vede comportamenti non chiari e che decide di fare una segnalazione, che può essere fatta sia al Responsabile Anticorruzione del singolo ente, sia direttamente all’ANAC. E’ noto però che la realtà si scontra con altre situazioni, in cui il whistleblower, ad oggi, non ha modalità di segnalazioni realmente anonime, non tracciabili, non può appellarsi a procedure di verifica successive alla sua segnalazione e non è seguito con competenza da chi è più esperto della materia. Con l’evidente rischio finale di venire “colpito” a seguito della sua denuncia. E’ necessaria quindi anche una regolamentazione regionale a supporto del whistleblowing all’interno del Sistema Regionale lombardo, società controllate e in house.